Se una volta la prerogativa numero uno nella cura dei propri denti era rappresentata dalla prevenzione e lotta contro carie e placca, oggi sembra che l’attenzione di molti sia orientata, dal punto di vista estetico, anche nel settore del sorriso.

Complici i vari strumenti che la tecnologia mette generosamente a nostra disposizione, destabilizza pensare di non poter avere un sorriso perfetto, come quello che si vede pubblicizzato in televisione.

In effetti abbiamo a disposizione tutti gli strumenti migliori per farlo, e senza neppure grandi sforzi, a volte, senza neppure doverci spostare da casa.

Ammettiamolo, sbiancare i denti significa conferire un tocco di giovinezza al nostro sorriso, perché come la pelle che cede è sinonimo del trascorrere del tempo, lo è in maniera del tutto analoga la perdita di candore e luminosità dallo smalto dei nostri denti.

Ma tutti gli strumenti offerti sul mercato sono davvero efficaci? E, soprattutto, sono realmente innocui per i nostri denti?

Trattamento sbiancante naturale o chimico?

Sin dai tempi più remoti, l’uomo ha sempre tentato di trovare soluzioni efficaci a fine di migliorare l’estetica del sorriso.

Un tempo salvia, bicarbonato e limone rappresentavano gli strumenti vincenti, utili a garantire effetti straordinari ed inaspettati sui propri denti. Sono molti coloro che, ancora oggi, credono profondamente nei rimedi della nonna in essi ravvisando importanti accorgimenti per migliorare l’estetica del sorriso, altri, ritenendoli poco efficaci, ricorrono piuttosto ai trattamenti di sbiancamento naturale o chimico.

Nel primo caso il trattamento ha luogo mediante l’utilizzo di prodotti che “dovrebbero” essere meno invasisi, nel secondo caso, invece, il trattamento vede quale protagonista una metodica basata su perossido di idrogeno o perossido di carbammide. La tecnica più valida è, senza dubbio, quella professionale, ossia quello che trova svolgimento nello studio dentistico: essa arriva a durare 15 giorni ed ha luogo con applicazioni di mascherine piene di gel, ecco perché è consigliabile che il trattamento abbia luogo ad opera e per intervento di un odontoiatra o igienista dentale, il quale avrà premura di proteggere i tessuti gengivali prima di apporre il relativo materiale.

Effetti e possibili danni derivanti dal trattamento sbiancante

Il trattamento sbiancante ha certamente effetti visibili ad occhio nudo, ma molto dipende sia dalle condizioni in cui ex ante si trovano a versare i denti sottoposti allo stesso che dagli stili di vita di colui che se ne vede sottoposto: l’abitudine di fumare ed il consumo di alimenti cromogeni quali vino rosso e caffè vanno comunque a riverberare i loro effetti sul pigmento dei denti.

Per quanto attiene agli eventuali pericoli e/o danni ai quali i denti vengono ad essere esposti si possono annoverare danni alla polpa del dente -che trovano origine in otturazioni infiltrate- nonché, in caso di ipersensibilità dei denti, peggioramento di tale condizione.

Tali rischi possono essere facilmente aggirati trattando i denti con sostanze remineralizzanti e seguendo protocolli operativi di vario genere emergenti dalle evidenze scientifiche o consigliati dalle case produttrici.

Avere denti bianchi ed un sorriso luminoso è prerogativa che tutti possono concedersi.

Prima di ricorrere a qualsivoglia trattamento sbiancante – naturale o chimico che sia – è però irrinunciabile sottoporsi preliminarmente ad una visita odontoiatrica. Spetta infatti allo specialista dentista verificare che lo stato dei denti sia tale da sopportare un trattamento di sbiancamento e, nel caso affermativo, spetterà sempre a questi deliberare quale trattamento risponda meglio allo scopo.