Il dolore alla mandibola è davvero molto doloroso.

Lo sanno bene coloro che lo hanno provato almeno una volta nella vita.

Spesso viene sottovalutato, principalmente a causa del timore di sottoporsi ai “ferri” del dentista.

In alcuni casi, questa leggerezza non cagiona danni: può capitare di avvertire una sensazione di fastidio o delle “fitte” alla mascella, specie appena svegli, magari dopo una notte insonne trascorsa a girarsi e rigirarsi sul cuscino.

Può accadere, nel corso della notte, anche di serrare i denti, per nervosismo o istinto riflesso.

Può capitare, inoltre, di avvertire un leggero dolore alla mandibola anche dopo aver lavato i denti con una certa intensità o dopo aver mangiato qualcosa di davvero duro da masticare, avendo così sottoposto l’arcata dentale e, quindi, la mandibola, ad un duro esercizio.

Il dolore alla mandibola, però, non sempre è da sottovalutare: esso può, infatti, trovare causa in qualcosa di più serio.

Soffermiamoci dunque su questa ultima ipotesi.

Quando rivolgersi ad un dentista in presenza di dolore alla mandibola

Il dolore alla mandibola può essere l’effetto di un blocco mascellare: in questo caso, la mascella appare deformata e/o gonfia. Il suo aspetto da contezza del problema.

Anche un problema ai denti, tipo un ascesso, può essere causa di un dolore mascellare, così come lo è un’occlusione o un trattamento dentistico mal eseguito.

Esso, ancora, può essere causa di un’infezione, più o meno profonda, o può avere origine neurologica.

Parimenti, nei casi più gravi, può essere il campanello di allarme della presenza di cisti o tumori.

E’ bene dunque non indugiare nel chiamare il proprio dentista in questi casi:

  • Il dolore alla mandibola avvertito durante la masticazione o durante gli sbadigli dura più a lungo di una settimana;
  • Il dolore è accompagnato da mal di testa e/o gonfiore ai lati della bocca;
  • Oltre al dolore si presentano blocchi nell’aprire e nel chiudere la bocca;
  • Si nota un cambiamento nel modo in cui i denti si chiudono quando si chiude la bocca;
  • Si nota uno spostamento, anche minimo, dei denti dalla loro naturale, originaria, posizione.

Diagnosi e cura del dolore mascellare

Il dolore alla mandibola non sempre è dunque un falso allarme: la diagnosi può essere quella da sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare.

Chiedere di sottoporsi ad una visita specialistica da parte di un dentista competente può essere, in questo caso, di grande auto: diagnosticare per tempo aiuta a prevenire i danni maggiori se non ad eliminare definitivamente il problema.

La cura della patologia dell’ATM (acronimo di Articolazione Temporo-Mandibolare) però non è unica: essa dipende dalla causa che l’ha ingenerata.

Se la causa del dolore alla mandibola da ATM è l’occlusione di un dente del giudizio – come spesso accade – bisognerà intervenire su di esso; se la causa dipende invece, ad esempio, dallo spostamento del disco, allora la cura sarà diversa, in quanto il dentista potrà ricorrere all’artroscopia che implica l’inserzione, non invasiva, di un tubo a fibre ottiche attraverso una piccola incisione, con lo scopo di riportare nella sede corretta il disco.

Se l’intervento in artroscopia, che, di per sé, come detto, non è invasivo, non dovesse rivelarsi efficace, può essere necessario intervenire chirurgicamente per risolvere il problema.

Dati alla mano, sono davvero tanti i casi di dolore alla mandibola associato ad ATM: in particolare i dentisti in Croazia hanno dimostrato una vasta esperienza nel settore, sia a livello cognitivo-valutativo, che a livello pratico, chiamati come sono, sempre più spesso, per via dei costi assai contenuti, a trattare pazienti provenienti da tutto il mondo, italiani compresi.

Antinfiammatori si, antinfiammatori no

L’opportunità di procedere/perseverare nell’assunzione di antidolorifici per il trattamento del dolore alla mandibola deve essere rimessa alla valutazione del dentista.

Se è vero che questi farmaci riducono l’infiammazione e donano sollievo al dolore, è altrettanto vero che nulla possono fare per risolvere la causa sottostante del problema.

L’uso di antinfiammatori si rivela, ovviamente, salvifico nel primo periodo, ma la terapia non può durare per troppo tempo, anche per via del rischio che il corpo possa assuefarsi al principio attivo contenuto nell’antinfiammatorio assunto per lunghi periodi.

I pazienti affetti da dolore alla mandibola hanno bisogno, piuttosto, di conoscere la causa della loro sofferenza, acuta o meno acuta che sia.

Essa, come detto, può trovare origine, infatti, in qualcosa di più grave, assolutamente da non trascurare.

Parimenti, volendo passare in rassegna anche le più felici delle ipotesi, in alcuni casi, può trattarsi di stress, masticazione scorretta, consumo di cibi inappropriati che mettono a dura prova il normale funzionamento della mandibola in fase di masticazione.

Tuttavia, come chiarito, se il dolore alla mandibola persevera per giorni, è consigliabile non sottovalutare il problema: esso, infatti, potrebbe degenerare fino ad arrivare ad un disallineamento delle arcate, più invasivo poi da trattare da parte del dentista.