C’è una credenza sbagliata ed è quella di pensare che l’incontinenza sia associata solo all’invecchiamento. Ci sono donne che evitano i luoghi affolati o che rinunciano alle uscite con le amiche perchè temono l’odore dell’urina, o rifuggono i rapporti sessuali, o entrano in crisi all’idea di portare il pannolone che diventa causa di depressione.
L’incontinenza urinaria non è pericolosa per la salute però i disagi che ne conseguono, abbassano in maniera significativa la qualità della vita. Per questo è importante diagnosticare per tempo il disturbo. Il sesso femminile è quello che ne soffre maggiormente. Vediamo in questo studio effettuato dagli specialisti di Youfarma, cause, rimedi e tipologie di incontinenza urinaria.

Incontinenza da urgenza

L’incontinenza urinaria da urgenza comporta un improvviso e incontrollabile bisogno di urinare. Se in condizioni di buona salute, il cervello è in grado di avvertire quando la vescica è piena e inibirlo fino al momento opportuno, nel di incontinenza da urgenza questo meccanismo risulta alterato e crea spiacevoli inconvenienti, tant’è che si può verificare anche se la vescica è quasi vuota.

Cistite e perdita di urine

Cistite e perdite urinarie possono essere correlate, specialmente se la donna presenta una vescica iperattiva che talvolta può essere associata ad incontinenza da stress.

Incontinenza da stress

L’incontinenza da stress è una perdita involontaria di urina causata da un improvviso aumento della pressione (stress) sulla vescica. Basta un movimento fisico, innescato da uno starnuto o da un colpo di tosse, dal sollevamento delle buste della spesa, per provocare la perdita. Il termine stress non significa assolutamente che l’incontinenza sia legata ad ansia o stress psicologico.
L’incontinenza da stress colpisce in prevalenza le donne e la perdita di urina si verifica in seguito a un movimento fisico, e naturalmente può provocare disagio, ansia e ridurre la qualità della vita del paziente. La causa principale è un inadeguato sostegno della vescica e dell’uretra da parte dei muscoli che le sostengono e controllano il rilascio dell’urina. A questo si associa il possibile danno provocato dal parto.
La fuoriuscita può consistere in poche gocce di urina, oppure può essere abbondante e può provocare irritazione cutanea nei punti in cui l’urina è in contatto con la pelle.

Incontinenza: fattori a rischio

L’incontinenza in gravidanza è correlata al numero dei parti dal 30% fino al 60%. Il danno da parto è stato ritenuto il fattore eziologico principale delle alterazioni del supporto pelvico e dell’incontinenza da sforzo.
L’incontinenza in menopausa è legata ai disturbi genito-urinari (secchezza vaginale, dispareunia, pollachiuria, urgenza minzionale, disuria e incontinenza urinaria). Altra causa è la mancanza di estrogeni insieme alla ridotta vascolarizzazione uretrale, alla scarsa efficienza della muscolatura liscia e scheletrica.
Altri studi si rifanno anche alla isterectomia, sostenendo che la frequenza delle perdite urinarie è significativamente più alta.
Altri fattori a rischio sono fumo, bibite gassate, caffè e the il fumo è associato ad incontinenza urinaria quando il numero di sigarette è elevato (più di 20 sigarette al dì) soprattutto a causa della tosse che provoca danno anatomico allo sfintere uretrale; i bevitori di bibite gassate, the e caffè hanno una probabilità più elevata di andare incontro ad incontinenza urinaria.
Altra causa deriva dalla stipsi, dal basso consumo di fibre e poi c’è l’obesità che risulta anche essere correlata con l’età.
Pareri discordanti stanno anche portando alla luce come anche l’attività fisica, nel tipo e nell’intensità, sia in grado di dare inizio ad risulta inoltre correlata con l’età, la parità e precedenti interventi per l’incontinenza urinaria.